La Tecnologia Kyminasi prende origine dal trentennale lavoro del ricercatore svizzero indipendente Fulvio Balmelli, che nel corso degli anni l’ha sviluppata attraverso l’analisi e la riorganizzazione delle conoscenze già presenti nel campo della chimica, reinterpretandole in chiave biofisica.
La biofisica, infatti, affronta i fenomeni biologici utilizzando metodi tipici delle scienze fisiche.
I principi alla base della biorisonanza hanno costituito il punto di partenza per lo sviluppo della Kyminasi Technology, che tuttavia rappresenta l’applicazione di una disciplina completamente nuova: la Citoalgoritmica. Il termine deriva da “cito-”, che nel linguaggio scientifico indica la cellula, e da “algoritmo”, ossia una sequenza di operazioni necessarie per svolgere un compito; parola di origine araba che richiama l’idea di tradurre una sequenza logica in numeri.
Questa nuova impostazione può essere considerata un ulteriore progresso o un ampliamento delle possibilità applicative, poiché agisce direttamente sul ripristino delle attività molecolari attraverso un ampio sistema di frequenze codificate dal ricercatore svizzero indipendente Fulvio Balmelli nel corso degli ultimi trent’anni.
L’intento di Balmelli era ottenere effetti sul piano biologico impiegando esclusivamente frequenze — onde sottili — efficaci ma del tutto sicure, prive di possibili effetti collaterali. Una volta identificate, classificate e disposte nella corretta sequenza mediante complessi calcoli, queste onde possono essere paragonate al linguaggio informatico che utilizziamo da decenni: così come tale linguaggio permette a un computer di eseguire specifici programmi, allo stesso modo le frequenze selezionate da Fulvio Balmelli sono in grado di produrre effetti su un sistema biologico.
Istituzioni accademiche, scienziati e operatori che hanno avuto l’occasione di eseguire studi scientifici di approfondimento della tecnologia sviluppata da Fulvio Balmelli, hanno espresso il proprio pensiero: