Il retaggio di Albert Einstein…ma lo accenneremo solamente
Non spiegheremo in questo articolo concetti poco comuni come la fisica quantistica, il comportamento dell’energia e delle frequenze emesse da ogni organo di ogni essere vivente. Se avete il desiderio di approfondire, potete trovare una spiegazione semplice ma esaustiva in questa pagina: La tecnologia Kyminasi Plants.
In breve, tuttavia, accenneremo qui di seguito ai punti salienti.
Gli ultimi studi sulla fisica quantistica hanno dimostrato che ogni organo del corpo umano e ogni singola cellula emettono frequenze e sono in grado, allo stesso tempo, di captare le frequenze provenienti dall’esterno, proprio come fanno le antenne. Ogni cellula del nostro corpo ha una particolare frequenza vibratoria.
Più cellule con la stessa frequenza costituiscono un tessuto o un organo che risuona alla stessa frequenza. Di conseguenza, ogni organo risponde a una frequenza specifica. Attraverso la tecnologia Kyminasi, abbiamo applicato questi principi al mondo delle piante.
Ogni cellula emette un segnale specifico, caratteristico del tessuto di cui fa parte.
Nel 1976 è stato confermato che la luce è alla base della trasmissione dei segnali e queste emissioni regolano la crescita e la rigenerazione delle cellule e controllano ogni processo biochimico.
Come Kyminasi Plants utilizza questi principi
La tecnologia Kyminasi Plants non si limita a trasmettere alla pianta una singola frequenza della luce solare, ma invia alla pianta una serie di istruzioni composte da interi pacchetti di frequenze che riabilitano la salute del terreno e la capacità della pianta di assorbire i nutrienti nel modo più efficiente possibile.
Una serie complessa di calcoli porta a un determinato risultato.
Questi calcoli formano degli algoritmi che il ricercatore svizzero Fulvio Balmelli ha creato per dare, passo dopo passo, tutte le informazioni necessarie a un sistema biologico, in modo che raggiunga il suo funzionamento ottimale, attraverso i suoi processi naturali.
Questi algoritmi sono nati da calcoli matematici e da indagini biofisiche eseguite direttamente sulle piante.
Il massimo potenziale biologico è raggiungibile in proporzione alla ricchezza dell’ambiente in cui la pianta vive: la quantità di luce che riceve rispetto a quella di cui ha bisogno, la quantità di acqua che riceve rispetto a quella di cui ha bisogno, la quantità di minerali nel terreno, ecc.